Una scoperta che nasconde più di quanto sembri. I recenti scavi archeologici condotti a Skien, nel sud-est della Norvegia, hanno portato alla luce un gruppo di tre botti di quercia particolarmente ben conservate. Secondo Heritage Daily, che riporta le informazioni fornite dall’Istituto norvegese di ricerca sul patrimonio culturale (NIKU), queste botti risalgono al XVII secolo.
Il loro ritrovamento permette in particolare di saperne di più sulla storia della Norvegia, ma soprattutto su Skien, che è una delle città più antiche del paese nordico. Grazie a queste botti, gli archeologi sono stati in grado di formulare diverse ipotesi su come la città fosse stata costruita all’inizio dell’era moderna.
Botti utilizzate per conservare la calce
Le botti di legno scoperte durante gli scavi di Torggata sono state rinvenute in situ, circondate da una matrice ad alta concentrazione di calce e da un pestello di legno. Gli scienziati hanno condotto diverse analisi sui vari strati e depositi interni ed esterni delle botti e sono così riusciti ad affermare che servivano per conservare e manipolare la calce spenta, utile alla produzione di malta all’epoca. Questa malta di calce serviva in particolare come legante in muratura, ma anche come intonaco di finitura. Il pestello ritrovato accanto ai barili serviva probabilmente a preparare la miscela sul posto.
Queste rivelazioni indicano che gli abitanti storici di Skien avevano messo in atto una strategia di costruzione e gestione dei materiali. Gli scienziati ipotizzano che questi barili di calce possano essere stati utilizzati durante la ricostruzione della città dopo la serie di incendi verificatisi nel XVII secolo.
Perché le botti sono state sepolte?
Secondo gli scienziati, le botti sono state sepolte intenzionalmente nel sottosuolo. Se questa tecnica ha permesso di conservare le botti in ottimo stato, soprattutto consentiva loro di adattarsi alle condizioni ambientali e di mantenere la calce a una temperatura adeguata. “Lo stoccaggio sotterraneo avrebbe garantito la stabilità termica, impedendo il congelamento e preservando la reattività chimica della calce prima della sua miscelazione con aggregati quali sabbia e acqua”, precisa Heritage Daily.

