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Se senti le cotorras urlare in giardino, il tuo quartiere ti sta mandando un segnale che molti ignorano

Se senti le cotorras urlare in giardino, il tuo quartiere ti sta mandando un segnale che molti ignorano

Quelle grida stridule improvvise, proprio sopra il tuo balcone, non sono solo “rumore di città”. Sempre più persone, da Milano a Palermo, sentono le cotorras (le piccole pappagalline verdi) chiacchierare per ore e pensano subito a un fastidio. In realtà, il loro canto dice molto su come sta cambiando il luogo in cui vivi nel 2026.

Se le senti ogni giorno, non è un caso: il tuo quartiere è diventato un punto strategico per queste specie super adattabili. E questo, nel bene e nel male, ti riguarda da vicino.

Perché le cotorras fanno così tanto rumore… e cosa significa davvero

Le cotorras non “cantano”: comunicano a volume massimo. Il loro verso forte e ripetitivo serve a tenere unita la colonia, avvisare di pericoli, coordinarsi mentre cercano cibo e “prenotare” rami e alberi prima di altre specie.

Se durante il giorno noti sempre gli stessi momenti di confusione sonora – mattina presto, tarda mattinata, tramonto – è il segnale che:

  • c’è una colonia stabile nei dintorni (alberi alti, parchi, filari lungo i viali, perfino lampioni e tralicci);
  • il tuo quartiere offre cibo facile: semi, frutti ornamentali, resti di cibo vicino ai cassonetti, mangiatoie per uccelli;
  • l’area è abbastanza sicura per loro, nonostante il traffico e le persone.

ISTAT e diversi comuni italiani, come Roma e Torino, hanno già segnalato la crescita di specie “aliene” urbane, tra cui proprio le cotorras. Non è un fenomeno esotico da documentario: è il tuo paesaggio sonoro quotidiano che cambia sotto i tuoi occhi.

Il rischio sottovalutato? Abituarti al rumore senza chiederti perché è aumentato e cosa rivela sul tipo di città in cui stai vivendo.

Quando il loro canto è un problema e quando è una buona notizia

La prima reazione di molti è: “Che fastidio, non si può dormire”. Se ti svegliano all’alba o disturbano i bambini nel pomeriggio, sei in buona compagnia: è il classico “riconoscimento” che tanti residenti in città come Bologna o Firenze raccontano nei gruppi di quartiere.

Ma dietro al fastidio ci sono due verità importanti:

1. Se senti spesso le cotorras, significa che il tuo quartiere ha ancora alberi maturi, verde e microfauna. In un contesto urbano sempre più cementificato, è un segnale che l’ecosistema, pur alterato, è ancora vivo.

2. Allo stesso tempo, colonie troppo numerose possono portare rumore costante, sporco sotto i nidi e competizione con altre specie (merli, passeri, storni). Qui l’errore è ignorare il problema finché non diventa ingestibile.

Un controllo veloce che puoi fare in pochi minuti: alza lo sguardo verso i rami più alti al tramonto. Se vedi grosse “palle” di ramoscelli e gruppi di uccelli verdi che vanno e vengono, hai una colonia stabile a meno di poche decine di metri da casa.

Come convivere con le cotorras senza impazzire per il rumore

La mossa sbagliata è provare a “scacciarle” da solo, urlando, battendo pentole o, peggio, danneggiando nidi: rischi problemi legali e non risolvi nulla, perché torneranno o si sposteranno di pochi metri. I comuni, spesso con il supporto di enti come ISPRA, stanno ancora studiando come gestire queste popolazioni in modo sostenibile.

Nel frattempo puoi agire su tre fronti molto concreti:

  • Gestione del cibo: riduci briciole e sacchetti aperti fuori casa, usa bidoni chiusi, evita di riempire troppo le mangiatoie per uccelli. Meno cibo facile, meno concentrazione di cotorras sotto il balcone.
  • Scelta delle piante: se stai progettando il giardino o il terrazzo, il tuo vivaio di fiducia (a Milano, ad esempio, realtà come Viridea o piccoli garden di quartiere) può consigliarti essenze meno appetibili per loro, senza rinunciare al verde.
  • Dialogo col Comune: segnala colonie molto rumorose vicino a scuole, ospedali o case di riposo. In molte città (Genova, Napoli) esistono già uffici ambiente che raccolgono queste informazioni per pianificare interventi mirati.

Alla fine, il canto delle cotorras è un termometro: se c’è, il tuo quartiere è ancora abbastanza vivo da ospitare fauna selvatica; se diventa eccessivo, è il segnale che serve una gestione migliore degli spazi urbani, anche da parte tua.

Non si tratta solo di sopportare un rumore in più, ma di capire che tipo di città stai costruendo, giorno dopo giorno, ogni volta che butti l’umido, scegli una pianta o lasci un balcone completamente spoglio.

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Stella Binda

Stella Binda

Sono Stella Binda, appassionata di casa, natura e benessere quotidiano. Condivido consigli pratici su cucina, organizzazione domestica, giardinaggio e cura degli animali. Il mio obiettivo è aiutarti a vivere meglio ogni giorno con idee semplici e utili.

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