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Il mistero del cuore umano risolto grazie al metodo di Leonardo da Vinci

Il mistero del cuore umano risolto grazie al metodo di Leonardo da Vinci

Dopo 500 anni di domande, i ricercatori hanno finalmente chiarito la funzione anatomica di una struttura del cuore descritta per la prima volta da Leonardo da Vinci. Per arrivarci, hanno usato teoria dei frattali, risonanze magnetiche e una grande potenza di calcolo per studiare le cosiddette trabecole cardiache. È emerso che questo strato muscolare ramificato, simile a un fiocco di neve, ha un ruolo concreto nel rischio di malattie cardiache.

Questa scoperta nasce da uno studio pubblicato nel 2020 su Nature, in cui gli scienziati spiegano che le superfici interne del cuore umano sono ricoperte da una rete complessa di sottili fasci muscolari. Per lungo tempo si è pensato che fossero solo un residuo dello sviluppo embrionale, senza una funzione rilevante nell’adulto. La loro funzione e la loro architettura genetica, però, erano ancora sconosciute.

Cosa sono le trabecole del cuore

Le trabecole sono piccole strutture muscolari che rivestono la superficie interna delle cavità cardiache, formando un disegno fitto e ramificato. Leonardo da Vinci, osservando e dissezionando cuori umani, ne disegnò con grande precisione l’aspetto fine, reticolare e simile a un fiocco di neve. Notò il loro andamento a diramazioni, paragonabile a radici di un albero che si estendono nel terreno.

Leonardo ipotizzò che queste strutture funzionassero come una rete di canali per il sangue, un po’ come i sistemi moderni che impediscono a strade e marciapiedi di ghiacciare. Nella sua visione, il sangue circolava in piccoli vasi intorno al cuore caldo e pulsante, mantenendo l’intero sistema attivo ed efficiente. Anche se la spiegazione moderna è diversa, la sua intuizione che la forma interna del cuore avesse una funzione specifica si è rivelata sorprendentemente lungimirante.

Lo studio moderno sulle trabecole

Per capire davvero cosa facciano le trabecole nell’adulto, i ricercatori hanno analizzato immagini cardiache di 18.096 partecipanti della UK Biobank, una grande banca dati biomedica del Regno Unito. Hanno utilizzato la teoria dei frattali per misurare e descrivere la complessa geometria di queste ramificazioni interne del muscolo cardiaco.

Grazie alle risonanze magnetiche e a sofisticati algoritmi, gli scienziati hanno individuato caratteristiche comuni nelle trabecole di migliaia di persone diverse. Questo ha permesso di correlare la forma e la complessità delle trabecole con il funzionamento del cuore e con il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. La ricerca è frutto di una collaborazione che unisce genetica, ingegneria biomedica e clinica, in linea con l’approccio interdisciplinare che Leonardo avrebbe probabilmente apprezzato.

Il ruolo delle trabecole nella funzione cardiaca

Dalle simulazioni biomeccaniche e dai dati osservazionali raccolti su migliaia di partecipanti è emerso che la morfologia delle trabecole è un determinante importante della performance cardiaca. In altre parole, certe configurazioni strutturali delle trabecole sono associate a un funzionamento migliore o peggiore del cuore. Alcuni pattern di ramificazione possono tradursi in un maggiore rischio di malattia cardiovascolare.

Questo significa che le trabecole non sono semplici “decorazioni” interne o residui dello sviluppo fetale, ma contribuiscono attivamente alla dinamica del flusso sanguigno e alla capacità del cuore di pompare in modo efficiente. La complessità del loro disegno frattale sembra influire su come il sangue viene distribuito e su come lo sforzo meccanico viene ripartito all’interno del muscolo cardiaco.

Il legame con la genetica

Lo studio non si è fermato alle immagini del cuore. I ricercatori hanno analizzato anche il genoma dei partecipanti, cercando relazioni tra la forma delle trabecole e varianti genetiche specifiche. Sono stati identificati 16 loci significativi che contengono geni associati a fenotipi emodinamici e alla regolazione dell’arborizzazione del citoscheletro, cioè al modo in cui le cellule formano strutture ramificate.

Questo collegamento tra DNA e struttura delle trabecole aiuta a capire come queste ramificazioni si sviluppano e si organizzano nel cuore. Le implicazioni vanno oltre il solo apparato cardiaco: comprendere come il genoma controlla la formazione di strutture ramificate può offrire indizi anche su altri tipi di cellule e tessuti del corpo. Il termine “arborizzazione” descrive proprio questo processo di ramificazione, simile ai rami di un albero che si estendono nello spazio.

Perché la teoria dei frattali è così utile

La teoria dei frattali è uno strumento matematico che descrive forme che si ripetono a scale diverse: un grande “tronco” che si divide in rami, che a loro volta si dividono in rami più piccoli, e così via. Questo tipo di struttura è presente in molti contesti, dalla cartografia alla botanica, fino alle telecomunicazioni, ogni volta che una rete deve coprire un’area vasta in modo efficiente.

Nel caso del cuore, le trabecole si ramificano in fili sempre più sottili, creando una rete intricata all’interno delle cavità cardiache. Analizzando il loro disegno come un frattale, i ricercatori hanno potuto quantificare la complessità della rete e collegarla a parametri funzionali del cuore. Proprio nella natura frattale di questa rete si nascondono molti degli indizi che spiegano il suo ruolo nel mantenere o compromettere la salute cardiaca.

Il contributo di un approccio integrato

Secondo la ricercatrice Hannah Meyer, solo la combinazione di genetica, ricerca clinica e bioingegneria ha permesso di scoprire il ruolo inatteso delle trabecole miocardiche nella funzione del cuore adulto. Questo risultato rappresenta un primo passo verso una comprensione più profonda di queste strutture e di come influenzano la fisiologia cardiaca.

È probabile che studi futuri approfondiscano il legame tra varianti genetiche, geometria frattale delle trabecole e rischio individuale di malattie cardiache. Per la medicina, questo potrebbe significare in prospettiva:

  • identificare nuovi marcatori di rischio basati sulla forma interna del cuore
  • sviluppare modelli più accurati per prevedere la funzione cardiaca
  • comprendere meglio come intervenire in presenza di alterazioni strutturali

In modo sorprendente, la scienza moderna sta così recuperando e ampliando un’intuizione che Leonardo da Vinci aveva già fissato nei suoi disegni oltre cinque secoli fa.

FAQ

Cosa aveva capito Leonardo da Vinci sul cuore che ora viene confermato?

Leonardo aveva riconosciuto che le superfici interne del cuore non erano lisce, ma organizzate in una rete complessa di trabecole con una forma ordinata e ripetitiva. Pur non disponendo degli strumenti moderni, aveva compreso che questa struttura doveva avere una funzione, e non essere solo un dettaglio anatomico casuale. Gli studi attuali confermano che la geometria interna del cuore, come da lui rappresentata, è strettamente legata al modo in cui il cuore funziona.

In che modo questa scoperta può influire sulla prevenzione delle malattie cardiache?

La ricerca suggerisce che la forma delle trabecole può contribuire al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. In futuro, l’analisi dettagliata della struttura interna del cuore tramite risonanza magnetica, unita ai dati genetici, potrebbe aiutare a identificare prima le persone con un rischio aumentato. Questo aprirebbe la strada a strategie preventive più personalizzate, anche se al momento la scoperta rappresenta soprattutto un avanzamento nella comprensione di base dell’anatomia e della fisiologia cardiaca.