La strategia dell’obsolescenza programmata ha spinto per anni i produttori a progettare dispositivi con una vita utile limitata, che diventano inutilizzabili o rapidamente superati dopo qualche anno. In questo modo l’utente è indotto a comprare un nuovo prodotto invece di riparare quello che ha già. Per contrastare questa pratica, da marzo 2021 i consumatori europei hanno per legge il cosiddetto “diritto alla riparazione”: chi vende frigoriferi, lavatrici, asciugatrici, televisori o smartphone nell’Unione Europea deve garantire che questi apparecchi possano essere riparati fino a dieci anni per contribuire a ridurre la grande quantità di rifiuti elettronici che si accumula ogni anno nel continente.
Questa iniziativa rientra in un piano più ampio pensato per diminuire l’impatto ambientale dei prodotti industriali, puntando su dispositivi più durevoli ed efficienti dal punto di vista energetico. Ai produttori viene richiesto di assicurare la disponibilità dei ricambi per almeno dieci anni e di fornire manuali di riparazione. Inoltre, gli apparecchi devono essere progettati in modo da poter essere smontati con strumenti comuni quando non è più possibile ripararli, facilitandone così il riciclo e il recupero dei materiali.
Il rafforzamento del diritto alla riparazione
A questo quadro si è aggiunta una proposta della Commissione Europea per rafforzare ulteriormente i diritti dei consumatori in caso di guasti di dispositivi come televisori o lavatrici. L’idea è obbligare i produttori a privilegiare la riparazione alla sostituzione, per un periodo fino a dieci anni dall’acquisto, ogni volta che sia tecnicamente ed economicamente possibile. In pratica, se il prodotto è riparabile, non dovrebbe essere rimpiazzato con uno nuovo.
Per incoraggiare l’uso prolungato dei dispositivi, da giugno 2023 gli apparecchi elettronici venduti nell’Unione Europea devono esporre un’etichetta che indica, tra le altre cose, se uno smartphone, un tablet o un televisore è efficiente dal punto di vista energetico, quanto è facile da riparare e quanto è resistente. Questa informazione aiuta chi acquista a scegliere prodotti più solidi e meno soggetti a guasti precoci.
Dal 2027 addio agli smartphone con “data di scadenza”
In un ulteriore passo verso politiche di sostenibilità più severe, l’Unione Europea ha deciso di mettere fine agli smartphone con “data di scadenza” troppo ravvicinata. Il nuovo regolamento stabilisce che, a partire dal 2027, gli smartphone venduti negli Stati membri dovranno avere batterie più durature, capaci di sopportare un numero maggiore di cicli di ricarica senza perdere in modo significativo la loro capacità.
Non solo: diventerà obbligatorio che la batteria possa essere sostituita direttamente dall’utente, senza dover ricorrere a strumenti specializzati o a centri assistenza esclusivi. Questo significa che i produttori dovranno dire addio, almeno nel mercato europeo, a molti design unibody che rendono l’accesso alla batteria estremamente complesso o praticamente impossibile.
| Anno | Cosa cambia per smartphone e dispositivi |
|---|---|
| 2021 | Entra in vigore il diritto alla riparazione per grandi elettrodomestici ed elettronica; obbligo di garantire riparabilità fino a dieci anni. |
| 2023 | Arrivano le etichette su efficienza, facilità di riparazione e resistenza per dispositivi elettronici venduti nell’UE. |
| 2027 | Gli smartphone devono avere batterie più durature e rimovibili dall’utente; si rafforza la lotta all’obsolescenza programmata. |
Potrai togliere la batteria del tuo smartphone dal 2027
Con questa misura, il diritto alla riparazione passa da semplice principio generale a vero e proprio requisito tecnico che inciderà direttamente sul design dei futuri telefoni. Non sarà più accettabile progettare smartphone che richiedano procedure complesse e attrezzi speciali solo per sostituire una batteria usurata, uno dei guasti più comuni dopo qualche anno di utilizzo.
La normativa europea non si limita però all’hardware. Anche la vita utile del dispositivo viene estesa tramite il servizio post-vendita: i marchi dovranno non solo garantire l’accesso a ricambi originali per lunghi periodi, ma anche fornire aggiornamenti software per un tempo minimo garantito. In questo modo si evita che un telefono perfettamente funzionante diventi obsoleto solo perché non riceve più aggiornamenti di sicurezza o di sistema.
In sostanza, si tratta della risposta di Bruxelles all’obsolescenza programmata, con l’obiettivo di evitare che uno smartphone diventi inutilizzabile o non sicuro per mancanza di compatibilità o supporto. Il settore avrà comunque un periodo di adattamento: i produttori disporranno dei prossimi mesi per adeguare processi di progettazione, produzione e logistica prima dell’entrata in vigore effettiva nel 2027.
Le istituzioni europee sostengono che dare priorità alla riparazione, ogni volta che sia possibile, non solo riduce i costi per i consumatori, ma contribuisce anche agli obiettivi del Green Deal europeo, diminuendo la produzione di rifiuti elettronici e il consumo di materie prime necessarie per fabbricare nuovi dispositivi.
FAQ
Cosa significa, in pratica, avere una batteria rimovibile?
Significa che l’utente potrà sostituire la batteria del proprio smartphone senza doverla estrarre con strumenti professionali o ricorrere per forza a un centro assistenza autorizzato. La batteria dovrà poter essere raggiunta e cambiata con operazioni relativamente semplici, seguendo le indicazioni del produttore, riducendo così i costi e allungando la vita del dispositivo.
Gli smartphone già in commercio dovranno adeguarsi?
Il regolamento riguarda gli smartphone commercializzati a partire dal 2027 negli Stati membri dell’UE. I modelli lanciati prima di quella data non saranno riprogettati retroattivamente, ma i produttori dovranno tenere conto delle nuove regole per tutti i dispositivi che intendono vendere nel mercato europeo dopo l’entrata in vigore delle norme.
