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Grattacielo da 1.000 metri e 170 piani: come la Jeddah Tower sfida l’ingegneria con 20 miliardi di dollari

Grattacielo da 1.000 metri e 170 piani: come la Jeddah Tower sfida l’ingegneria con 20 miliardi di dollari

Nel cuore di Gedda, in Arabia Saudita, sta crescendo un colosso architettonico destinato a ridefinire il rapporto tra città e cielo. La Jeddah Tower, la cui altezza prevista supera i 1.000 metri, è progettata per diventare entro il 2028 il grattacielo più alto del pianeta, con circa 180 metri in più rispetto all’attuale primato del Burj Khalifa di Dubai. Questo megaprogetto, parte centrale della Vision 2030 voluta dal principe Mohammed bin Salman, non è solo una dimostrazione di forza tecnica, ma anche il simbolo dell’ambizione saudita di imporsi nell’era delle megalopoli.

1.000 metri e 170 piani: il gigante da 20 miliardi che ridefinisce l’ingegneria moderna

La storia della Jeddah Tower inizia nel 2013, quando partono i lavori all’interno del progetto Jeddah Economic City, un vasto piano urbano pensato per trasformare la costa del Mar Rosso in un hub finanziario di portata globale. La torre è stata progettata dallo studio Adrian Smith + Gordon Gill Architecture, gli stessi architetti del Burj Khalifa, e adotta una silhouette ispirata al paesaggio desertico: una base ampia che si assottiglia verso l’alto, simile a un obelisco contemporaneo, studiata per resistere a venti estremi e a sollecitazioni sismiche.

Dopo una sospensione di circa sei anni dovuta alla crisi finanziaria e alla pandemia, il cantiere è ripartito nel 2023 grazie a un nuovo investimento di 1,2 miliardi di dollari. A dicembre 2025 la struttura ha già superato i 70 piani e i 300 metri di altezza, con un avanzamento stimato di un piano ogni tre giorni secondo i rapporti più recenti. Questa ripresa non è casuale: il governo saudita vede nel progetto un motore per attrarre turismo e investimenti, con la previsione di creare 20.000 posti di lavoro diretti durante la fase di costruzione.

Un grattacielo multifunzionale pensato per il XXI secolo

La Jeddah Tower non punta solo ai record di altezza, ma integra un programma funzionale complesso per renderla sostenibile e redditizia nel lungo periodo. I suoi 170 piani ospiteranno un hotel di lusso da 200 camere nella parte più alta, uffici di fascia alta pensati per grandi multinazionali, circa 300 residenze esclusive e un ampio podio commerciale con spazi per l’intrattenimento e diversi osservatori panoramici.

La torre sarà dotata di 59 ascensori ad alta velocità, in grado di coprire fino a 10 piani al secondo, e di sistemi di gestione energetica basati sull’intelligenza artificiale. Grazie all’uso combinato di pannelli solari e ventilazione naturale, il consumo energetico previsto sarà inferiore di circa 40% rispetto a edifici di dimensioni simili. Il belvedere principale, posto a circa 1.000 metri di altitudine, offrirà una visuale continua sul deserto e sul mare, con l’obiettivo di richiamare milioni di visitatori all’anno e trasformare la torre in una nuova icona turistica del Medio Oriente.

Non mancano, tuttavia, le critiche. Alcuni esperti richiamano l’attenzione sui potenziali rischi sismici dell’area e sull’impatto ambientale legato all’enorme quantità di cemento necessaria per un’opera di queste dimensioni in un ecosistema considerato fragile.

Nessun rivale alla stessa altezza

Nel panorama globale dei grattacieli che competono per “toccare il cielo”, la Jeddah Tower si colloca su una scala a sé stante. Progetti come la Dubai Creek Tower (prevista a circa 928 metri) o la Merdeka 118 in Malesia (678 metri) appaiono ridimensionati se confrontati con l’obiettivo del chilometro di altezza. Altre visioni futuristiche, come alcune torri concettuali da 1,6 km ipotizzate in Cina, restano per ora sulla carta, senza cantieri effettivamente avviati.

Impatto economico e ruolo dell’Arabia Saudita nell’architettura mondiale

Entro il 2030, gli esperti prevedono che questa struttura non solo dominerà lo skyline saudita, ma contribuirà a innescare un vero e proprio boom immobiliare regionale, con un valore complessivo stimato intorno ai 20 miliardi di dollari. In questo modo l’Arabia Saudita consolida la propria posizione nel panorama dell’architettura contemporanea, mostrando come l’innovazione tecnologica e urbana possa diventare uno strumento per trasformare interi territori e rafforzare il proprio peso sulla scena internazionale.